"Noi facciamo comunità attraverso il videogioco, come metodo di stare insieme. Con la Rete di quartiere facciamo gruppo e uniamo le forze."

"Noi facciamo comunità attraverso il videogioco, come metodo di stare insieme. Con la Rete di quartiere facciamo gruppo e uniamo le forze."

La Rete di quartiere per fare gruppo, dare il proprio contributo e unire le energie.

Il racconto di Mauro

Ciao Mauro, tu con l’associazione di cui sei presidente “Retroedicola Videoludica Club” sei parte della Rete sociale di quartiere di Boccaleone, di cosa vi occupate esattamente?
La nostra è un’associazione di vecchia data. Siamo un nutrito gruppo di persone che promuove e diffonde la cultura del videogioco in tutte le sue forme, cercando talvolta di abbattere alcuni pregiudizi che ci sono intorno al tema. Facciamo tanta ricerca, raccolta e catalogazione; infatti abbiamo un grande archivio non solo di videogiochi, ma anche di console, computer, giochi da tavolo, fumetti e quant’altro.
Per noi questo è importante per poter raccontare un modo di giocare che sembra oggi quasi del tutto perso, ovvero quello di giocare per stare insieme.

Questo è un aspetto molto interessante. Nel mondo dei videogiochi c’è sempre un’idea di isolamento…
Sì, è una delle idee sbagliate, dei pregiudizi, nati intorno al videogioco. Quella di stare chiusi nella propria stanza a giocare soli e isolati. Il videogioco sembra qualcosa che ci separa, ma non è lo scopo per cui è nato.
Per noi infatti non è così; cerchiamo di promuovere un’idea diversa, quella “originale” del gioco come modo per condividere. Il videogame è per noi una forma di comunità, un metodo per aggregare e abbattere ogni barriera.

C’è un valore più sociale di quello che si può immaginare intorno alle vostre attività.
Esattamente!
Noi non siamo nati a Bergamo, ci siamo finiti un po’ per caso in realtà, ma è stata per noi una piacevole scoperta. Cercavamo una seda che potesse essere uno spazio a “porte aperte” per le nostre attività. Abbiamo aperto l’attuale club in via Rosa nel 2017, proprio dietro all’edicola di Boccaleone, ci sembrava perfetto!
Qui abbiamo costruito uno spazio per conservare e condividere, ma soprattutto per fare comunità.

Come siete entrati a far parte della Rete sociale di quartiere?
Da quando siamo qui abbiamo cercato d’integrarci nel territorio, cercavamo un modo di avvicinare altre realtà o anche semplicemente conoscerle.
La Rete si è presentata come una grande sorpresa. Era in effetti, tutto quello che cercavamo: un modo di mettere in dialogo le realtà che abitano il quartiere. Nella rete sociale di quartiere abbiamo trovato un interlocutore che parlava la nostra stessa lingua. Un fortissimo potenziale per crescere insieme.

Cosa è nato dall’incontro e la collaborazione della Rete?
Tanto. Abbiamo conosciuto veramente il quartiere, le persone e quello che succede. Noi cerchiamo di mettere a disposizione della comunità quello che possiamo, dalle risorse tecniche, alle competenze dei nostri soci, oltre che proporre le nostre tipiche attività.
Ora stiamo lavorando con tutta la Rete alla riqualificazione delle ex-Poste attraverso il Bando Beni Comuni. Un immobile che immaginiamo come spazio aperto alla cittadinanza, completamente gratuito ed accessibile. Un’evoluzione per come la vedo io della “casa delle associazioni”.
L’idea è quello di avere un “palcoscenico”, uno spazio che le associazioni riempiono, dove ogni membro del gruppo propone la sua offerta.
Confidiamo che questo possa essere un modo per il quartiere di essere ancora più attivo e partecipativo.

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