Il racconto di Luca

"Non esistono persone non disponibili, basta rendersi conto che c’è un mondo là fuori e il punto di incontro si trova sempre."

"Non esistono persone non disponibili, basta rendersi conto che c’è un mondo là fuori e il punto di incontro si trova sempre."

Partecipare alla rivoluzione giovane che trasforma Pignolo

Classe 1994. Luca, sei uno dei più giovani protagonisti delle Reti sociali. Da quanto tempo partecipi e qual è il tuo ruolo all’interno della Rete di Pignolo?

Posso dire di aver visto questa Rete nascere poco più di un anno fa, quando ho partecipato al primissimo incontro come Presidente del Club Ricreativo di Pignolo.

Come sei diventato Presidente del Club?

Quando sono arrivato al Club per la prima volta avevo 17 anni. Ad accogliermi non c’era che un piccolo gruppo di anziani. Quando uno di loro mi ha detto che sarei potuto venire qui con degli amici l’ho preso sul serio e l’ho fatto. Così abbiamo cominciato ad organizzare eventi e ad attirare pian piano altri ragazzi e ragazze. Oggi il Club conta 120 soci, di cui 100 giovani.

Un bel traguardo.

Sicuramente. Sarebbe bello riuscire ad attivare lo stesso movimento nel quartiere e far convivere le generazioni in modo da dare risposte ai bisogni di tutti.

È questa la direzione che state dando alla Rete sociale?

Sebbene la Rete di Pignolo sia nata da poco ha già un ottimo potenziale. È una rete multigenerazionale che raccoglie persone di ogni età, ma soprattutto tanti giovani che ci mettono passione e volontà. È piccola – certo –, ma molto energica. L’obiettivo resta quello di tirare fuori il quartiere da uno stato di letargo e portare le persone a partecipare di più.

C’è chi pensa sia un obiettivo non facilmente realizzabile.

Io non credo. L’ho capito con il Mercatino solidale che abbiamo organizzato per Natale come Rete e che ha coinvolto il Club, il Centro di Primo Ascolto, la Scuola Donadoni e tanti residenti. La logica era quella dello “svuota e dona”: le persone hanno messo in vendita diverse cose e i ricavati sono andati in beneficenza. Non esistono persone non disponibili, basta rendersi conto che c’è un mondo là fuori e il punto di incontro si trova sempre.

Cosa ti viene in mente se ti dico “abitare Pignolo”?

Il futuro. Oggi Pignolo può sembrare un piccolo borgo come tanti, ma siamo già alle porte di una rivoluzione importante: presto sarà pronta la Montelungo e saranno moltissimi gli studenti che cominceranno a frequentare il quartiere ogni giorno.

In che modo sarà possibile affrontare questo cambiamento?

Io credo che il passaggio debba essere graduale, altrimenti si rischia che i residenti reagiscano male ad un’esplosione repentina di locali e giovani e che poi si sia costretti ad interrompere tutto.

La partecipazione è una soluzione?

Partecipare è un modo per essere protagonisti del cambiamento anziché aspettare che le cose cambino da sole. È importante capire che abitare in un luogo non significa solo avere una casa in cui tornare la sera, ma anche e soprattutto conoscere ciò che sta intorno. È conoscendo il mondo intorno che scatta quella scintilla che ti fa dire: sì, esco.

 

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