Il racconto di Gloria

“L’informazione è il primo passo per invitare alla partecipazione. Se vuoi partecipare mettiti in contatto con chi fa già delle cose e magari inserisciti nelle attività.”

“L’informazione è il primo passo per invitare alla partecipazione. Se vuoi partecipare mettiti in contatto con chi fa già delle cose e magari inserisciti nelle attività.”

Dal Progetto “Città Altra” nasce una Web Radio di giovani in Città Alta

Gloria, partecipi alla Rete di quartiere come coordinatrice di alcune attività di “Città Altra”, mi racconti il progetto?
Sono architetto con specializzazione in riuso\uso architettonico e culturale di spazi abbandonati, fino al 2018 ho collaborato al progetto di Sant’Agata. Grazie al Bando volontariato del 2018, è nato il progetto “Città Altra” grazie all’associazione San Vincenzo, in partnership con Associazione “Maite”, Centro Italiano Femminile, Associazione Interno 13 e due referenti delle Reti di quartiere.
Sono state realizzate azioni, dedicate ai residenti, con la finalità di rinforzare il tessuto socio culturale del quartiere; alcune hanno avuto come target la fascia dei bambini e degli adolescenti: lo Spazio Gioco Itinerante per i più piccoli e la Web Radio per i ragazzi.
Entrambi i progetti hanno una componente d’innovazione e la Web Radio è un’azione ancora in corso con un suo percorso autonomo.

Puoi raccontarmi della Web Radio?
La Web Radio è stata l’occasione per riaprire uno spazio comunale poco utilizzato in cui 8 adolescenti con età tra i 15 e i 17 possono esprimersi con le nuove tecnologie.
Era un bisogno manifestato nel 2017 attraverso un questionario proposto dalla Rete Socio Educativa e dall’Associazione per Città Alta e i Colli sul tema degli spazi d’incontro e di relazione all’interno di un quartiere in profonda trasformazione.
Dalla primavera 2018 sono stati realizzati degli incontri divulgativi, si è avviata la collaborazione con i ragazzi della web radio di Monterosso, anche loro inseriti in una cordata di soggetti finanziati dal Bando Volontariato 2018, che hanno formato gli adolescenti di Città Alta e li hanno supportati nelle varie scelte.

Come è avvenuta la scelta della sede?
Ai ragazzi sono state proposte tre possibili sedi: una sala dell’oratorio, uno spazio in EXSA, una sala comunale in via San Lorenzo. Hanno scelto la terza opzione, lo spazio in condivisione con la “Scuola della Nonna” (un punto di ritrovo di alcune signore di Città Alta che si ritrovano settimanalmente e si dedicano al cucito). Durante i mesi estivi hanno sgomberato e ritinteggiato l’ambiente e l’arredo è stato scelto dopo una prova con la realtà aumentata e una ricostruzione in 3D delle loro ipotesi.
Lo spazio viene utilizzato grazie a un accordo realizzato dalla Associazione San Vincenzo e Comune nell’ambito del Bando Beni comuni urbani. Associazione San Vincenzo ha provveduto, con risorse proprie, alla sistemazione dello spazio e al pagamento dei costi del sito internet. L’idea futura è quella di coinvolgere i ragazzi in piccole azioni di raccolta fondi per autosostenersi.

Questo progetto ha attivato collaborazioni nel quartiere?
Sì, l’Istituto Comprensivo Donadoni primaria e secondaria della succursale di Città Alta, Oratorio Seminarino, ma anche Associazione Interno 13, MAITE, Centro Italiano Femminile, San Vincenzo, le Reti di quartiere, Community Lab di Monterosso e il Comune di Bergamo. Tutte le figure coinvolte lavorano a titolo volontario, compresa me, rivesto una funzione di collegamento tra i ragazzi e i vari tavoli di lavoro attivi nel quartiere.

Ci racconti qualcosa della programmazione della Web Radio?
I ragazzi registrano tutte le puntate e sono live con una puntata realizzata questa estate presso gli spazi estivi sulle Mura.
Sono previste 5 rubriche: improvvisazione comica, racconto del quartiere, luoghi del quartiere, musica, grandi classici della letteratura. Il prossimo passo sarà la puntata sui grandi classici con la scuola primaria, poi l’avvio di un percorso, in un giorno dedicato e con supervisione di un educatore, con ragazzi che hanno delle fragilità o delle disabilità che entreranno a tutti gli effetti a far parte della redazione, infine tutte le occasioni che potranno aprirsi durante il carnevale, la festa di quartiere, etc.

L’esperienza della Web Radio vive grazie a collaborazioni tra Enti e realtà di varia natura oltre che tra persone di generazioni diverse. Gloria, perché è importante la partecipazione?
Penso sia importante perché chiunque può avere o scoprire di avere delle competenze che possono arricchire il territorio in cui si trova. La partecipazione, nel senso di esserci nei processi, innesca in continuazione cose nuove…

Per motivare qualcuno a partecipare ad attività come la vostra cosa diresti?
L’informazione è il primo passo per invitare alla partecipazione. Inizia a prestare attenzione ai volantini o alle pagine Facebook di soggetti attivi nel quartiere, se vuoi partecipare mettiti in contatto con chi fa già delle cose e magari inserisciti nelle attività.

Se ti dico “Abitare il quartiere”, che cosa ti viene in mente?
Semplicemente uscire da casa propria, anche solo per andare a leggere un libro in Biblioteca, magari lì si intercetta un gruppo che sta lavorando su un tema e ci si può inserire. Abitare il quartiere significa anche mettersi a disposizione del quartiere. La cosa vale anche per gli abitanti temporanei, coloro che nel quartiere ci lavorano, anche loro plasmano il quartiere e magari vorrebbero qualcosa di diverso per loro.

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