Il racconto di Alessandro

“Contribuire allo sviluppo di idee condivise è per me una soddisfazione incredibile, anche quando possono sembrare cose piccole”

“Contribuire allo sviluppo di idee condivise è per me una soddisfazione incredibile, anche quando possono sembrare cose piccole”

“Porta e Condividi”,
l’iniziativa che riporta i residenti in Piazza

Alessandro, che tipo di Rete è quella di Borgo Palazzo?

È una Rete molto effervescente e in continua evoluzione che raccoglie persone molto appassionate e capaci di affrontare ogni volta questioni differenti. Nelle nostre discussioni si va dall’educazione alla sicurezza, dall’uso degli spazi urbani a tematiche legate alla fragilità. Spesso l’ordine del giorno degli incontri è chilometrico e il tempo a disposizione sembra sempre troppo poco.

In una situazione così ricca non dev’essere sempre facile essere coordinatore.

È un ruolo importante e complesso. Gestire un gruppo di persone con diverse esigenze ed interessi può essere difficile, certo. Quello che però mi piace di questo ruolo è riuscire a far dialogare le persone, aiutandole a raggiungere obiettivi comuni. Ci sono state delle occasioni in cui alcune delle questioni non avevano per me la stessa urgenza che avevano per altri. Ma contribuire in ogni caso allo sviluppo di idee condivise è per me una soddisfazione incredibile, anche quando possono sembrare cose piccole. A volte può sembrare che durante un incontro non si sia raggiunta alcuna conclusione, ma tutto richiede tempo. Sappiamo che non risolveremo mai le questioni del mondo, ma è ugualmente importante vedere che, pian piano, le cose si muovono a livello di recupero dei legami sociali.

C’è un’occasione in particolare in cui hai avvertito questo movimento verso una maggiore partecipazione?

Da tre anni organizziamo “Porta e condividi” una cena in Piazza in cui noi ci limitiamo a chiedere permessi o sistemare i tavoli e il resto vien da sé: ognuno porta qualcosa da mangiare e poi lo si condivide con gli altri partecipanti. È un’iniziativa semplice, ma molto apprezzata: siamo passati dalle 50 persone che hanno aderito al primo anno alle 120 dell’ultima edizione. È un bel modo per riappropriarsi della Piazza e passare del tempo insieme in maniera leggera.

Quali sono, dal tuo punto di vista, le cose che potrebbero cambiare a Borgo Palazzo?

Non penso sia necessario stravolgere il quartiere. Ci sono molte cose positive a Borgo Palazzo: è un quartiere che si trova in una posizione strategica sotto molti aspetti, negozi e botteghe non mancano, ci sono le scuole, la parrocchia, le società sportive. Tutto è raggiungibile a piedi. C’è solo una cosa che chiederei: che le macchine andassero piano. Non dico che vorrei una ZTL, lo capisco che possa creare disagio. Però non cambia molto andare a 30 all’ora anziché 60. Poi c’è anche la questione urbanistica: si sta costruendo moltissimo, e va bene, ma credo che anche il pezzettino di verde sia importante.

 

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