Il racconto di Luciano

“Ho voluto dare al Centro un’impronta di grande apertura. Mi è sempre piaciuta l’idea di mettere questo grande spazio a disposizione delle realtà che ne avevano bisogno.”

“Ho voluto dare al Centro un’impronta di grande apertura. Mi è sempre piaciuta l’idea di mettere questo grande spazio a disposizione delle realtà che ne avevano bisogno.”

Oltre i confini del quartiere: il CTE di Valtesse apre le sue porte con attività rivolte a tutti

Luciano, prima il lavoro nella Marina Militare e ora Presidente del Centro per Tutte le Età di Valtesse. Come sei arrivato a ricoprire questo ruolo?

Mi sono avvicinato al Centro anni fa, quando l’anima organizzativa era ancora rappresentata da Gino Pecchi, che ne era stato il fondatore alla fine degli anni ’80. Con lui ho condiviso molte esperienze e posso dire di aver imparato molto. Ho cominciato aiutando il Centro con piccole iniziative e attività, come ad esempio il concorso di poesia in italiano e bergamasco per cui io trascrivevo i pezzi. Ho iniziato, così, dando una mano e poi, dopo alcuni anni, Gino mi ha suggerito di propormi e sono stato eletto Presidente nel 2014. Oggi sono al secondo mandato.

Sebbene tu non viva a Valtesse in questi anni hai imparato a conoscere bene il quartiere. L’hai visto cambiare?

Direi proprio di sì. Il quartiere è certamente ringiovanito perché sono sempre più numerose le persone e le famiglie giovani che pian piano si stanno trasferendo qui. Come molti altri quartieri di Bergamo Valtesse ha visto anche un aumento di residenti stranieri, ma non esiste alcuna emergenza a questo proposito, anzi, in alcuni casi c’è curiosità e collaborazione. Nel complesso direi che è un quartiere in cui si vive decisamente bene, c’è molto verde – che presto aumenterà con l’inaugurazione del nuovo Parco intitolato a Lea Garofalo – e non ci sono problemi grossi. Anche gli anziani, che sono una fascia piuttosto fragile, non affrontano i problemi di solitudine e isolamento che spesso si vedono in altre zone.

Anche grazie al lavoro del CTE?

Sicuramente avere uno spazio così a disposizione aiuta. Oggi il CTE conta circa 360 soci ed è frequentato da 40/50 persone al giorno. Gli anziani vengono qui e si riuniscono per giocare a carte o chiacchierare, ma ci sono poi moltissime altre iniziative che organizziamo per loro. Dai corsi di computer a quelli di cucito o di inglese, dalla consulenza fiscale alle bocce fino alle passeggiate e le gite fuori città.

Un’offerta molto ampia dunque. C’è una direzione in particolare che hai voluto dare al CTE da quando ne sei Presidente?

Ho sempre voluto dare al Centro un’impronta di grande apertura e collaborazione con altre realtà. Mi è sempre piaciuta l’idea di mettere questo spazio molto grande a disposizione di tutti coloro che ne avessero bisogno per le loro attività. È per questo che, oltre alle iniziative organizzate direttamente dal CTE, questo spazio ospita anche altre realtà. Il sabato, per esempio, è utilizzato da un’associazione ucraina che promuove laboratori espressivi, iniziative culturali e spettacoli, poi c’è un gruppo di donne marocchine che viene qui e usa lo spazio per un corso di italiano. Oltre ad offrire lo spazio per attività che coinvolgono persone fuori dai soli soci, collaboriamo con altre realtà anche nell’organizzazione di alcuni eventi come per esempio la Festa musicale promossa dalla Rete sociale “I Colori della Morla” che si tiene a maggio e a cui partecipano anche realtà musicali di Ponteranica e di Monterosso. Sempre con la rete sociale collaboriamo a organizzare alcune iniziative tra cui la Festa in strada, la festa del quartiere, giunta ormai alla sua dodicesima edizione. Poi come CTE ci occupiamo anche direttamente di gestire il Parco Scout di via Solari, di ripulire la pista ciclabile GreenWay e collaboriamo con il CSE per l’Autismo nell’attività di pet therapy dedicata alle persone autistiche.

Senza dimenticare tutte le cose che organizzate con la Rete sociale…

Quella di Valtesse è una Rete sociale storica, nata circa 12 anni fa e che continua a tenersi molto attiva organizzando tutti questi eventi e sfruttando molto bene anche il Parco come luogo di aggregazione. È decisamente una Rete unita e partecipata, capace davvero di coinvolgere gli abitanti.

 

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