Il racconto di Tommaso

“Il Polo Civico è un’esperienza stimolante, come lo sono molte altre realtà che ne fanno parte. Ma, soprattutto, è un libro bianco che aspetta di essere scritto insieme”

“Il Polo Civico è un’esperienza stimolante, come lo sono molte altre realtà che ne fanno parte. Ma, soprattutto, è un libro bianco che aspetta di essere scritto insieme”

Il Polo Civico come associazione delle associazioni e l’attenzione per i giovani

Tommaso, a soli 31 anni sei tra i fondatori dello Spazio Giovani Edonè e, da un anno e mezzo, Presidente del Polo Civico. Che significato ha per te partecipare attivamente alla vita di Redona?

Vivo in questo quartiere da sempre e non c’è luogo in cui io mi senta più a casa. Per motivi di studio e lavoro ho viaggiato e vissuto alcuni anni all’estero, ma ogni volta che potevo ero di nuovo a Bergamo per seguire le associazioni e partecipare attivamente all’organizzazione delle iniziative. Se mi chiedi perché lo faccio ti direi innanzi tutto per soddisfazione personale e per l’impatto a lungo termine che le nostre azioni possono avere. Dopo aver vissuto il quartiere da bambino, adolescente e ragazzo, oggi lo rivivo da padre di una bambina di due anni e mi rendo conto di vederlo con altri occhi.

Ti sembra cambiato il quartiere?

Decisamente. Redona è cambiata a livello urbanistico ma anche sotto il profilo demografico e sociale. Stanno arrivando nuove famiglie, bisogna fare i conti con le nuove esigenze delle persone e con il fatto che c’è sempre meno tendenza alla partecipazione. In un certo senso il Polo Civico nasce nel 2009 proprio per rispondere a questo bisogno di aggregazione. C’era bisogno di uno spazio fisico per le riunioni dei rappresentanti delle varie associazioni, ma anche di un luogo dove organizzare eventi e iniziative. Poco prima della nascita ufficiale del Polo civico si è reso disponibile il vecchio municipio di Redona e così è emersa l’idea di fare una vera e propria “Casa delle Associazioni”.

In qualità di “Associazione delle associazioni”, il Polo civico agisce a Redona come una vera e propria Rete sociale. Come lo definiresti?

Il Polo Civico è senz’altro un ambiente stimolante, perché mette in relazione le diverse associazioni che agiscono sul territorio e permette l’inizio di nuove collaborazioni; in secondo luogo è un ambiente che unisce – perché crea le condizioni per il dialogo e per una complicità di intenti; infine, il Polo Civico è un ambiente rinnovato, per via del cambio generazionale che si sta innescando e che dovrebbe essere sempre più forte.

Quali sono le tematiche che affrontate in particolare?

In occasione del decennale del Polo Civico abbiamo proprio cercato di individuare i temi che, più di tutti, in questi anni hanno segnato la nostra attività e le nostre discussioni. Tra i temi emersi c’è l’attenzione alla fragilità e al benessere inteso in senso ampio e l’impegno per i giovani. Per ciascuno di questi temi il lavoro compiuto dal Polo Civico è consistito nel mettere insieme le associazioni che singolarmente se ne occupano, di modo da favorire il dialogo e creare le basi per un lavoro coordinato.

Ci fai un esempio di un’iniziativa di successo dedicata alle nuove generazioni?

Direi senz’altro il progetto sociale “Ritorno al Futuro”, grazie al quale abbiamo puntato a rinnovare il dialogo tra le diverse generazioni e realtà del quartiere. “Ritorno al futuro” nasce come iniziativa per mettere in contatto i giovani e le realtà che nel quartiere si occupano di lavoro e, nel tempo, è diventato un vero e proprio processo che aiuta i giovani ad avvicinarsi al mondo del lavoro e a trovare un primo impiego. Il target di riferimento è la fascia adolescenziale, dai 15 ai 25, e l’obiettivo è quello di fargli conoscere e vivere le realtà associative e istituzionali di Redona per creare nuove opportunità di crescita per i giovani.

Una grande attenzione ai giovani dunque. Cosa diresti loro per convincerli a entrare in contratto con il Polo Civico?

Purtroppo mi rendo conto in prima persona che sta diventando sempre più difficile riuscire a bilanciare vita lavorativa, vita personale-familiare e vita sociale, mentre è davvero fondamentale riuscire a mettere insieme questi tre aspetti in modo che ciascuno di essi tragga giovamento dagli altri. Ai giovani direi che il Polo Civico è un’esperienza stimolante, come lo sono molte altre realtà che ne fanno parte e che vale davvero la pena conoscere. Ma, soprattutto, direi loro che si tratta di un libro bianco che aspetta di essere scritto con tutte le cose che si ha voglia di inventare e creare insieme.

 

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