Il racconto di Mario

“Partecipare alla vita di comunità favorendo rapporti migliori, partendo dal semplice saluto”

“Partecipare alla vita di comunità favorendo rapporti migliori, partendo dal semplice saluto”

Conca fiorita; nuove prospettive con la Rete Sociale

Mario Girola, lei è un residente del quartiere, da quanto abita alla Conca Fiorita

Posso dire che abito in questo quartiere da quando ancora non esisteva. Era il ‘56 quando io e mia moglie ci siamo trasferiti qui dove costruimmo la casa che ancora oggi abito. La nostra era una delle prime abitazioni, non ce n’erano molte altre, intorno a noi si vedevano per lo più campi e prati. Ho letteralmente visto crescere la Conca Fiorita.

 

Chi meglio di lei può descrivere questo quartiere e chi lo abita…

Penso ormai di poterne dare una lettura puntuale. Conca fiorita lo definisco un quartiere dormitorio; ovvero abitato da persone che stando fuori tutto il giorno e tornando a casa solo la sera, finiscono per non vivere il quartiere.

I residenti sono perlopiù lavoratori, così come lo ero io. Sono stato medico e il mio stile di vita dell’epoca mi portava a non prendere parte alla vita sociale di quartiere che in ogni caso, mi permetta, non è di fatto mai esistita. Conosco i vicini perché erano miei pazienti e il rapporto di vicinato non va più in là delle tre o quattro villette.

 

Dalla sua descrizione esce molto individualismo nei residenti di questo quartiere…

L’evoluzione del quartiere ha portato sempre più individualismo tra i suoi abitanti quello sì, ma questo non vuol dire che siano malvagi. Anzi, vedo disponibilità a partecipare. Lo si vede nei tavoli di incontro che svolgiamo per formare la Rete; c’è volontà.

Mi lasci dire che a mio parere il vero problema sta nella mancanza di offerte per vivere il quartiere.

In Conca Fiorita c’è una effettiva mancanza di spazi come Biblioteche, sale lettura e non solo. Questo ha sempre portato i suoi residenti a spostarsi nei quartieri vicini e questo è grave perché chi abita alla Conca Fiorita si identifica comunque in questo quartiere non in altri.

 

L’idea di lavorare sullo spazio, è quindi un oggetto su cui focalizzarsi. Pensa che la Rete Sociale possa essere d’aiuto in questo?

Sono convinto che servono mezzi, offerte e proposte e in questo la facilitazione dell’amministrazione può essere d’aiuto.

Spazi ci sarebbero: per esempio, si potrebbe sfruttare la scuola Camozzi oppure il Lazzaretto. Di certo, servono spazi pubblici di aggregazione.

 

É convinto che la formazione di una Rete Sociale possa migliorare la Conca Fiorita?

La rete deve offrire qualche cosa. Per abitare a pieno il quartiere si dovrebbero realizzare le condizioni per superare l’individualismo e senza offerte concrete non andiamo da nessuna parte.

Il tavolo di rete è animato da ottimi propositi, all’interno di questo gruppo di persone vedo molti che si attivano parecchio. Mi auguro che questo possa stimolare la partecipazione alla vita di comunità favorendo rapporti migliori, partendo dal semplice saluto.

 

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