Il racconto di Antonella e Riccardo

“...i bambini pensano che frutta e verdura si trovino in qualunque stagione. Qui gli insegniamo il rispetto per l’ambiente e per i cicli della natura”

“...i bambini pensano che frutta e verdura si trovino in qualunque stagione. Qui gli insegniamo il rispetto per l’ambiente e per i cicli della natura”

Colognola rinasce con gli Orti di via dell’Azzanella

Antonella e Riccardo, vi incontriamo qui agli Orti di via dell’Azzanella. Raccontateci un po’ come è nato questo progetto.

R.: Di questa iniziativa si è cominciato a parlare circa dieci anni fa quando si era pensato di fare degli orti da assegnare ai residenti che avessero la passione di coltivarli. Orti che sono rimasti inutilizzati per anni fino a quando le insegnanti delle scuole elementari di Colognola hanno cominciato a proporre progetti come l’Orto in cassetta per avvicinare i bambini alla conoscenza delle piante e della terra e così, come Rete, ci siamo detti: ma perché non utilizzare quello spazio?

Com’era questo spazio prima che lo trasformaste?

A.: Tre anni e mezzo fa questa era una zona completamente degradata e abbandonata. Il primo importantissimo passaggio è stato chiedere al Comune l’illuminazione pubblica, che ha aiutato moltissimo a rendere la zona più controllata. Poi pian piano si sono cominciati a gestire gli orti che oggi sono sei, da 50 mq ciascuno. Due li gestiamo direttamente noi in quanto Rete sociale, gli altri quattro sono gestiti da associazioni che sono comunque parte della Rete. Oggi questo spazio è utilizzato sia per attività didattiche che per attività con associazioni che si occupano di persone in diverse situazioni di svantaggio.

Riccardo, è lei che si occupa direttamente dei progetti per le scuole, giusto?

R.: Sì, i bambini arrivano qui e io spiego loro come si piantano i semi, da dove vengono gli ortaggi che mangiamo e quali sono le stagioni giuste per trovare i diversi prodotti della terra. Ormai i bambini si sono abituati con i supermercati e finiscono per pensare che frutta e verdura si trovino in qualunque momento dell’anno. Qui gli insegniamo il rispetto per l’ambiente e per i cicli della natura.

Il lavoro di riqualificazione di quest’area verde non si limita solo agli orti, vero?

R.: No, c’è molto più di questo. Nelle intenzioni della Rete questo doveva essere un vero e proprio spazio di condivisione. La pergola sotto la quale sediamo ora potrebbe sembrare una cosa da poco ma durante l’estate le famiglie vengono qui con i bambini per organizzare delle feste e un po’ di ombra è piacevole. La mattina le badanti portano gli anziani a fare la colazione seduti a questi tavoli, mentre le mamme passeggiano con i bambini lungo il sentiero pedonale…

A.: È vero, tutto questo anni fa sarebbe stato impensabile. Abbiamo anche in progetto un frutteto e un’area cani, ma il lavoro più importante per questo quartiere sarebbe davvero costruire quella rete ciclopedonale che cominci a ricucire Colognola al resto del contesto urbano.

Colognola soffre una certa separazione…

A.: Senza dubbio. Siamo separati dal resto della Città dalla superstrada che crea una vera e propria cesura che non è solo fisica, ma anche e soprattutto sociale. Ora si sta valorizzando il collegamento con Grumello grazie al Parco Agricolo, progetto che è in fase di realizzazione. Bisogna cominciare a puntare sulla mobilità dolce perché è l’unica che davvero favorisca le relazioni. Qualsiasi sia il modo in cui si decide di farlo, questa frattura deve essere colmata perché è il vero problema di questo quartiere.

Riccardo, condivide questo pensiero?

R.: Sì, assolutamente. Anche se questo non è l’unico problema del quartiere. L’altro grosso disagio che Colognola si trova ad affrontare è l’inquinamento acustico (e non solo) dovuto alla vicinanza dell’aeroporto. Gli aerei passano sopra il quartiere costantemente e ciò non aiuta né l’ambiente né la qualità della vita. Ma questo è un problema che difficilmente si potrà risolvere finché domina una visione individualista e di profitto.

Un’ultima domanda: perché per voi è stato importante partecipare direttamente alla gestione degli Orti di via dell’Azzanella?

A.: Perché solo facendo cittadinanza attiva è possibile riunire le forze di tutti al servizio di una cosa che è effettivamente di tutti, e solo partecipando è possibile rendere le cose migliori di quello che sono.

R.: Perché i valori della solidarietà e partecipazione oggi giorno stanno venendo sempre meno e lasciano spazio al sentimento della paura che è un sentimento brutto, che paralizza anziché attivare. Ecco, partecipando si lascia spazio al confronto e si combatte la paura.

 

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