Presentazione Città Alta Plurale

Giovedì 30/01/202020 ore 18.00

Biblioteca Civica Angelo Mai
Piazza Vecchia, 15 Bergamo

Si tratta di un processo di consultazione – o meglio, come viene definito Oltralpe, di democrazia interattiva – per Città Alta volto ad ottenere un ampio coinvolgimento degli abitanti quale base partecipativa per la revisione del PPRCA-Piano Particolareggiato per Città Alta e Borgo Canale: un’iniziativa del Comune di Bergamo, in linea con quanto previsto dall’articolo 8Ter del Regolamento della partecipazione, progettato e realizzato dal Centro Studi sul Territorio dell’Università degli Studi di Bergamo.

 

Lo scopo è di individuare le linee guida per una rigenerazione socio-territoriale di Città Alta in grado di valorizzare le sue potenzialità culturali e, nello stesso tempo, rispondere ai bisogni degli abitanti e alle criticità indotte dall’aumento di un turismo che va regolamentato per non incidere negativamente sui servizi e sulle attività rivolte ai residenti. Sul modello di rivitalizzazione applicato ad altri centri storici italiani e stranieri, è proposta una strategia integrata definita della “Tripla Elica” che all’azione Municipale e del settore privato, affianca l’Università non solo per il ruolo che quest’ultima svolge quale motore di dinamismo sociale e culturale, in grado di tener vivo il senso di urbanità e di appartenenza ai luoghi richiesto dai residenti, ma anche perché costituisce un elemento deterrente alle derive banalizzanti del turismo di massa.

 

L’incarico avanzato dall’Amministrazione comunale di Bergamo all’Università si inscrive nelle collaborazioni realizzate nel corso degli anni con il Centro Studi sul Territorio e il CST-DiathesisLab al suo interno, volte alla realizzazione di processi partecipativi per il coinvolgimento degli abitanti nella governance territoriale, come il progetto Bergamo Open Mapping, realizzato nel 2013 nell’ambito della Candidatura di Bergamo a Capitale Europea della Cultura 2019, o come BG Public Space, realizzato nel 2015 nell’ambito della definizione del Bando di concorso di riqualificazione del Sistema Piacentiniano. In entrambi i casi, si è avuta la riprova dell’interesse dei bergamaschi a meglio conoscere il proprio territorio e le sue potenzialità e ad essere coinvolti nella sua progettazione visoa l’alto coinvolgimento nelle inchieste partecipative.

 

A fronte di tale incarico, dal 2018 un gruppo di ricercatori – composto da geografi, urbanisti, ingegneri, esperti di comunicazione, studenti e coordinato scientificamente della Prof. Emanuela Casti direttore del Centro Studi sul Territorio dell’Università degli Studi di Bergamo – ha strutturato una visione che, partendo dai piani urbanistici antecedenti e recuperando gli studi già commissionati dal Comune – come quello del Libro bianco sulle città storiche italiane: Bergamo, Città Alta che cambia, redatto dall’Associazione Nazionale Centri Storico Artistici (ANCSA) – si ancora alla storia e tiene conto dell’attuale dinamicità di Città Alta. Infatti, il valore storico di Città Alta non deriva esclusivamente da un’attenta conservazione, ma piuttosto è il risultato congiunto dell’applicazione di un modello di rigenerazione attuata dai Piani urbanistici che si sono susseguiti nel Novecento e hanno riguardato il risanamento e la valorizzazione della città e del suo patrimonio storico. Così come è evidente che oggi Città Alta è sottoposta a dinamiche di cambiamento di indubbio rilievo, mostrando una situazione complessa data dalla moltiplicazione dei suoi abitanti-city users e dal dinamismo che essi imprimono a livello multiscalare.

Utilizzando i Big Data raccolti mediante gli hot-spot wi-fi pubblici, è stato rilevato che la maggioranza dei residenti esce da Città Alta ogni giorno per motivi di studio o di lavoro; viceversa a tale flusso in uscita se ne oppone uno molto più denso in entrata di coloro che, pur non risiedendovi, vi si recano in determinati giorni della settimana o in particolari momenti del giorno o dell’anno. Si tratta dei bergamaschi per i quali Città Alta è un’icona identitaria, che la raggiungono il fine settimana e nelle sere estive, degli studenti presenti di giorno e durante la settimana, dei lavoratori e dei commercianti, quasi tutti pendolari, che vedono in Città Alta il loro luogo di lavoro, infine dei turisti che la visitano per il suo borgo artistico-culturale. Insomma, le diverse categorie di abitanti hanno in comune il movimento e disegnano tanti volti mutevoli che attestano quanto la Città sia abitata da cittadini mobili. Pluralità e mobilità sono aspetti importanti e da tener presenti nel ripensare la città e le sue funzioni. Emerge così la visione di una Città Alta Plurale, ovvero tante città che si alternano in una dimensione spazio-temporale.

 

Tale pluralità va oggi affrontata proprio per conservare la bellezza di Città Alta senza museificarla e mantenendola viva. Ciò richiede alcuni interventi sulla funzione residenziale, sull’accessibilità, sul rapporto tra edificato e paesaggio circostante, sui fattori dinamizzanti. La funzione residenziale è minacciata dall’impetuosa moltiplicazione delle locazioni turistiche brevi; ciò determina un disagio sociale in relazione alla precarietà del vicinato, alla crescita degli affitti e all’aumento degli investimenti per la rendita immobiliare. L’accessibilità va vista in relazione ai molteplici usi della città da parte delle diverse categorie di abitanti. L’unicità del paesaggio urbano inframmezzato da architetture, giardini, orti, boschi è una risorsa da valorizzare sia per gli abitanti sia per i turisti. Infine, Università e turismo sostenibile sono i due fattori dinamizzanti su cui puntare per la crescita qualitativa e per gestire le multiple funzioni che fanno di Città Alta l’icona identitaria dei bergamaschi e quella di città internazionale.


Il processo partecipativo è prospettato come un’occasione importante per avviare una democrazia interattiva, ovvero un processo continuo e circolare di consultazione, che veda gli abitanti parte attiva sin dall’inizio del percorso di pianificazione urbana, coinvolgendoli nelle varie fasi e ricevendo da loro in modo interattivo i feedback necessari per rivedere gli obiettivi e le modalità attuative tenendo conto dei loro bisogni. A tale scopo, il processo partecipativo Città Alta Plurale prevede le seguenti fasi:

Si prevede altresì un’azione di comunicazione trasversale in tutte le fasi, per assicurare una buona diffusione dell’iniziativa e garantire la più alta partecipazione, attraverso un sito internet dedicato ospitato nella Home page del Comune di Bergamo e mediante i social media.

 

La fase di consultazione costituirà il fulcro del processo di democrazia interattiva che impegnerà il gruppo di ricerca del CST-DiathesisLab, coordinato dalla prof. Federica Burini, dal mese di gennaio fino ad aprile, per incontrare le diverse categorie di abitanti in momenti pubblici e focus group che si terranno sia in Città Alta, che nei diversi quartieri di Bergamo, coinvolgendo le reti sociali, le associazioni e i comitati di quartiere, così come le scuole per offrire a tutta la cittadinanza bergamasca la possibilità di partecipare ed esprimere le proprie opinioni. Tutto ciò con il supporto della piattaforma on-line “Città Alta Plurale” consultabile dalla home page del Comune di Bergamo, che include un video-clip introduttivo, un sistema di “mapping” partecipativo on-line ideato all’interno di una rete internazionale di sperimentazione sui sistemi di web-mapping, per chiedere a residenti e city-users di esprimere i loro bisogni ed entrare nel merito delle dinamiche in atto in Città Alta.

 

Il risultato della consultazione costituisce la base imprescindibile scelta dall’Amministrazione comunale per prospettare il Nuovo piano particolareggiato per Città Alta non intesa quale cittadella arroccata e separata dal resto della città, ma piuttosto come polo strategico e reticolare rispetto alle altre polarità di Bergamo.

Città Alta Plurale

 

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